il metro fondamentale con cui misurare l’outcome degli interventi di chirurgia estetica. Essa tende a essere condizionata da variabili socio-demografiche, anamnestiche e soprattutto psicopatologiche su cui, al momento, non esiste un consenso. Obiettivo dello studio è determinare il grado in cui le suddette variabili possano ritenersi predittive di insoddisfazione. Le variabili cliniche valutate sono: tratti patologici di personalità, narcisismo covert, entità del disagio relativo all’immagine corporea. Metodi: il campione è risultato composto da 77 soggetti (91,3% F) tra i 18 e i 57 anni di età sottoposti a diversi tipi di interventi di chirurgia estetica presso due ospedali milanesi, tra il 2009-2010. È stata impiegata una batteria di questionari finalizzata alla rilevazione delle variabili di interesse. Risultati: tra le variabili considerate, i migliori predittori dell’insoddisfazione post-operatoria risultano: precedenti procedure estetiche chirurgiche, la gravità e la precocità dell’insorgenza del disagio relativo all’immagine del corpo, il numero dei tratti patologici della personalità in generale e quelli riconducibili ai disturbi del cluster B in particolare. Esse risultano inoltre correlate a motivazioni estrinseche e aspettative irrealistiche rispetto all’esito dell’intervento. Conclusioni: i dati supportano l’utilità di una valutazione clinica da parte dei professionisti della salute mentale per tutti i candidati a un intervento di chirurgia estetica.

Variabili predittive di insoddisfazione postoperatoria a seguito di interventi di chirurgia estetica

DAKANALIS, ANTONIOS;
2012

Abstract

il metro fondamentale con cui misurare l’outcome degli interventi di chirurgia estetica. Essa tende a essere condizionata da variabili socio-demografiche, anamnestiche e soprattutto psicopatologiche su cui, al momento, non esiste un consenso. Obiettivo dello studio è determinare il grado in cui le suddette variabili possano ritenersi predittive di insoddisfazione. Le variabili cliniche valutate sono: tratti patologici di personalità, narcisismo covert, entità del disagio relativo all’immagine corporea. Metodi: il campione è risultato composto da 77 soggetti (91,3% F) tra i 18 e i 57 anni di età sottoposti a diversi tipi di interventi di chirurgia estetica presso due ospedali milanesi, tra il 2009-2010. È stata impiegata una batteria di questionari finalizzata alla rilevazione delle variabili di interesse. Risultati: tra le variabili considerate, i migliori predittori dell’insoddisfazione post-operatoria risultano: precedenti procedure estetiche chirurgiche, la gravità e la precocità dell’insorgenza del disagio relativo all’immagine del corpo, il numero dei tratti patologici della personalità in generale e quelli riconducibili ai disturbi del cluster B in particolare. Esse risultano inoltre correlate a motivazioni estrinseche e aspettative irrealistiche rispetto all’esito dell’intervento. Conclusioni: i dati supportano l’utilità di una valutazione clinica da parte dei professionisti della salute mentale per tutti i candidati a un intervento di chirurgia estetica.
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